Description
L’installazione è composta da tondino di ferro la cui estremità ricurva sostiene un secchio d’acqua. Sulla superficie dell’acqua galleggia del sughero dalla forma circolare che sorregge un quadrato di ferro. Il contenuto del secchio è illuminato da una lampadina elettrica accesa sorretta da un tondino e una grata di ferro separa lo spazio dell’opera da quello dell’osservatore.
Kounellis evoca l’immagine del pozzo, ricorrente nella sua ricerca artistica a partire dai primi anni Novanta: “quell’accumulo di gestualità che all’infinito sono depositate sul fondo”. Il pozzo evoca un’idea di profondità e di passato che esprime la concezione di Kounellis dell’arte come memoria storica. Kounellis concepisce infatti l’arte come memoria storica e testimonianza della storia della creatività, in grado di raccontare le trasformazioni di una società contemporanea frammentata attraverso un linguaggio artistico personale.
Le sue installazioni sono costituite da materiali di scarto, prodotti industriali e tecnologici, contrapposti a elementi naturali come fuoco, acqua, carbone e legno. Queste materie richiamano un’origine culturale mediterranea dell’arte, piuttosto che energie naturali primitive, come nel caso degli altri esponenti dell’Arte povera.