Descrizione
La scultura, realizzata specificamente per un piccolo ambiente di Palazzo Fabroni in diretto dialogo visivo con la stupenda chiesa romanica di Sant'Andrea, rappresenta al centro un cuore umano serrato da una barra tra la parete e un volume della “Divina Commedia” sulla sinistra, a evocare il costante contrasto tra le nostre emozioni, e il complesso di identità culturale (simboleggiata dalla “Commedia”) e religiosa (evocata dalla chiesa di Sant’Andrea), entro cui l'esistenza di ogni individuo si trova a fare i conti. La scultura ha questo titolo in onore al celebre pulpito, capolavoro di Giovanni Pisano realizzato nel 1301, conservato nella chiesa antistante. Per Parmiggiani lo spazio circostante “è una parte fisica dell’opera”, un elemento costitutivo e insostituibile che allaccia rapporti con l’opera stessa. Anche la luce stessa è un elemento costitutivo fondamentale dell'opera: invece di una violenta illuminazione artificiale, l'artista ha previsto per le sue opere un'illuminazione naturale che proviene dalle finestre.