Descrizione
Realizzato in calcestruzzo armato ed elementi in foglia rame, questo elemento scultoreo richiama nell’aspetto una carbonaia, ma a differenza di quelle reali, dalla tipica forma conica/arrotondata, appare in questa versione tagliato diagonalmente, mostrando il suo interno e trasformandosi così in una sorta di elemento sacro/rivelato. L’aspetto più importante è dato dalla sua ‘pelle’: il calcestruzzo con cui è stato realizzato porta
infatti impressi alcuni elementi formali scelti per il loro valore evocativo. Sulla parte ‘esterna’ sono impresse le impronte e le pieghe formate da una serie di coperte e teli sovrapposti, scelti perché connessi simbolicamente al senso di cura e di protezione che i carbonai dovevano dedicare alla carbonaia durante le complesse fasi di lavoro. Sulla parte ‘interna’ sono invece riportate le impronte dei tronchi e dei legni disposti
simbolicamente a ricordare la tecnica utilizzata dei carbonai, rivelandone così il suo cuore, la sua anima solitamente nascosta.
L’elemento scultoreo in forma di Carbonaia aperta fa parte dell'opera installativa IL SUONO DEL CARBONE, ispirata al lavoro dei carbonai nel territorio pistoiese, ed è in dialogo costante con l’altra parte di cui l’opera si compone. Si tratta di un dispositivo musicale, collocato all’interno di Palazzo Fabroni, a circa 200 metri di distanza dal Giardino del Carbonile, che produce un audio fatto di suoni e rumori evocativi delle carbonaie e del
lavoro nei boschi, udibile anche da chi si trova di fronte alla Carbonaia grazie al sistema QR code. Nel suo insieme, l’opera si presenta perciò non soltanto come un elemento visivo/sonoro di grande impatto e suggestione, ma anche come uno strumento in grado di creare una relazione tra lo spazio e lo spettatore, agendo a livello percettivo ed esperienziale su più livelli.
Progetto a cura di Lorenzo Madaro, realizzato con il sostegno del PAC2024 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea
del Ministero della Cultura.