Descrizione
Realizzato grazie alla collaborazione con Andrea Michelozzi e con il supporto dal maestro organaro Samuele Maffucci, questo dispositivo in legno di castagno e metallo è ispirato alla grande tradizione organaria pistoiese, presente in città già dal XVI secolo. Grazie al movimento dell’aria prodotta da un elettroventilatore posto all’interno del basamento, il dispositivo fa ‘suonare’, dopo diversi passaggi, una serie di canne ad anima. Gli effetti sonori che vengono replicati sono quelli tipici dei boschi e delle carbonaie: il crepitio del legno, lo sfiato del fumo, lo scricchiolio del carbone, gli uccelli, il vento ed una melodia che corrisponde ad una traduzione per organo ispirata al canto popolare "Lamento del carbonaro" nella versione di Caterina Bueno.
La Macchina fa parte dell’opera installativa IL SUONO DEL CARBONE, ispirata al lavoro dei carbonai nel territorio pistoiese, ed è in dialogo costante con l’altra parte di cui l’opera si compone: un elemento scultoreo in forma di Carbonaia aperta, collocata a circa 200 metri di distanza da Palazzo Fabroni, nel Giardino del Carbonile. Grazie infatti al sistema QR code, l’audio prodotto dal dispositivo musicale è udibile anche da chi si trova di fronte alla Carbonaia. Nel suo insieme, l’opera si presenta perciò non soltanto come un elemento visivo/sonoro di grande impatto e suggestione, ma anche come uno strumento in grado di creare una relazione tra lo spazio e lo spettatore, agendo a livello percettivo ed esperienziale su più livelli.
Progetto a cura di Lorenzo Madaro. realizzato con il sostegno del PAC2024 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura