Descrizione
Impegnato nel rinnovamento della scultura sin da metà anni Sessanta, figura tra le più note dell’Arte Povera, teorico e insegnante, Luciano Fabro è stato uno dei protagonisti del panorama artistico fino alla scomparsa nel 2007. La sua ricerca si è concentrata su ibridazioni e accostamenti inediti di materiali, tecniche, suggestioni figurative e aspetti concettuali del linguaggio scultoreo, in un constante dialogo con la realtà storica e culturale del suo tempo. Italia all’asta appartiene a una serie tra le più note dell’artista, quella delle cosiddette Italie, avviata nel 1968. Il ciclo, tradotto in materiali e soluzioni diverse, compone un’acuta riflessione sull’identità nazionale, indagata nei diversi aspetti sociali, politici, storici. Nell’opera due sagome dell’Italia, una delle quali capovolta, sono realizzate in lamiera di ferro e appese su un’asta poggiata a parete – il nord dell’una congiunto con il sud dell’altra e viceversa, le isole maggiori unite al centro. Il titolo gioca sull’ambiguità fra il significato letterale dell’asta come “palo” che reca un’immagine, ricondotto da Fabro alla festa barocca, e quello metaforico che suggerisce la vendita all’incanto. L’origine dell’Italia all’asta risale alla metà degli anni Ottanta, momento d’avvio del processo di dismissione delle grandi aziende pubbliche e della stagione delle privatizzazioni che culminerà nel decennio successivo. I contemporanei eventi di Tangentopoli aggiungono un ulteriore livello di significato all’opera, che registra così il momento di profonda crisi del Paese.