Descrizione
In questa opera Griffa riduce il gesto pittorico all'essenziale: cinque linee orizzontali sottili, tracciate a mano libera nella parte alta della tela, con tre segmenti rossi e due neri. Le linee scorrono parallele da sinistra a destra, ma si arrestano prima del bordo destro, lasciando uno spazio vuoto che fa emergere l'incompletezza come principio strutturale. Il fondo grezzo della tela non intelaiata resta completamente visibile, con le pieghe verticali e orizzontali ben marcate. L'opera incarna pienamente la riflessione che Griffa conduce nei primi anni Settanta: una pittura che non descrive e non rappresenta, ma si definisce nel suo stesso farsi. L'interruzione, l'asimmetria, il ritmo essenziale del colore sulla tela: tutto qui contribuisce a ridefinire l'atto pittorico.