Descrizione
Tipico della produzione artistica di Valerio Nicolai è lo sconfinamento controllato ma mai ordinato dal medium pittorico che, pur essendo per l’artista il punto di partenza, non è mai confinato dentro uno spazio ben preciso, che sia quello della tela o dello spazio espositivo. "Sole con le code" rappresenta sicuramente la volontà dell’artista di mettere in discussione i limiti pittorici, di incorporare la realtà e restituirla allo spettatore completamente trasformata. L’opera, dalle dimensioni notevoli, si propone di disorientare lo spetattore a partire dalla pavimentazione rossa e blu che si perde prospetticamente ad infinitum nel grande sfondo nero che completa l’opera; quasi in disparte appare una volpe atterrita e spaventata ma con lo sguardo fisso su chi guarda, fino ad arrivare a scoprire che quegli occhi, o cavità oculari vuote in realtà vuote non sono ma anzi attraverso l’ausilio di un performer, seguono lo spettatore, guardano chi è guardato. Non solo quindi l’imponenza stessa mette a disagio chi guarda ma la sensazione di essere guardati senza poter vedere, di sapere di essere spiati. E’ questo il meccanismo che Nicolai forza e pretende non appena ci si trova al cospetto della volpe, figura scelta per la trasfigurazione umana simbolo di un predatore che in questa fattispecie diventa inizialmente un povero animale sperduto, ma al contempo il medium tra due dimensioni, e si attiva un circuito voyeuristico in cui chi guarda il lavoro è a conoscenza di un essere umano dall’altro lato, ma ben presto inizia ad ignorarlo ed abbassare le difese perché visivamente parte integrante dell’opera. Anche la tecnica utilizzata, acrilico e matite su tavola di legno, non è casuale: rimanda infatti ad immaginarie vignette di racconti delle favole, in cui spesso la volpe è utilizzata come archetipo, e il disegno diventa il naturale sviluppo visivo di queste storie.