Descrizione
Da un cappello a cilindro di quelli usati ormai solo dai prestigiatori nei loro spettacoli, fuoriesce una colonna in marmo nero del Belgio, creando così un doppio inganno, inizialmente visivo e successivamente concettuale: è il cappello che come in un trucco di un illusionista materializza questo plinto oscuro dal suo interno, oppure è la colonna che tenta di entrare e nascondersi verticalmente all'interno del cilindro, riuscendo però solo a bloccarlo a terra con il suo peso?
E ancora: è il marmo che è stato tagliato seguendo il disegno interno del copricapo o è quest'ultimo che è stato modellato attorno alla dura forma in pietra nera?
Ciò che osserviamo potremmo descriverlo paradossalmente come estrusione di un vuoto.
La magia sia essa bianca, nera, reale o anche soltanto illusoria è sempre paradossale, come sono paradossali i nostri tentativi di comprenderla, svelarla o dominarla.
In questo la magia assomiglia all'arte: per essere buona deve mantenere qualcosa di misterioso e inspiegabile, qualcosa di oscuro e inconoscibile, qualcosa che continui a pesare sul diaframma accorciandoci il respiro.
Forse è un caso ma il mio diaframma coincide più o meno con l'altezza di questa colonna nera.